Una perizia su un impianto elettrico non a norma è un documento tecnico essenziale per valutare lo stato dell’impianto, individuare eventuali irregolarità e verificare i rischi per la sicurezza di persone e beni. Redatta da un professionista qualificato, consente di definire gli interventi necessari per adeguare l’impianto alla normativa vigente e di fornire una valutazione chiara e documentata in caso di compravendita, ristrutturazione, contenzioso o richiesta assicurativa.
Come scrivere perizia impianto elettrico non a norma
Una perizia relativa a un impianto elettrico non conforme deve descrivere in modo oggettivo, verificabile e tecnicamente motivato lo stato dell’impianto, chiarendo innanzitutto chi l’ha richiesta, per quale finalità è stata redatta e quale parte dell’impianto è stata effettivamente esaminata. È importante indicare il committente, l’immobile o l’unità interessata, l’indirizzo, la destinazione d’uso dei locali, la data del sopralluogo, la data di redazione, il nominativo del tecnico, i suoi estremi professionali e l’eventuale iscrizione all’albo. Devono inoltre essere specificati i limiti dell’incarico, perché una perizia visiva, una verifica strumentale parziale e una valutazione finalizzata alla messa a norma non hanno la stessa estensione né lo stesso valore tecnico.
La relazione deve precisare se il sopralluogo ha riguardato l’intero impianto o soltanto determinate porzioni, come l’impianto luce, le prese, il quadro elettrico, l’impianto di terra, le linee esterne, gli impianti in bagno o cucina, le parti condominiali, gli apparecchi fissi, gli impianti fotovoltaici, gli alimentatori, i sistemi di sicurezza o altri circuiti speciali. Occorre chiarire anche quali componenti non sono stati ispezionabili perché incassati nelle murature, coperti da controsoffitti, non accessibili, privi di alimentazione al momento del sopralluogo o comunque non verificabili senza opere invasive. Questa precisazione è essenziale, perché l’assenza di difetti visibili non equivale alla certificazione della conformità delle parti non esaminate.
La perizia deve ricostruire, per quanto possibile, l’origine e l’età dell’impianto. Dovrebbero essere riportati l’anno di costruzione o di ristrutturazione dell’immobile, l’eventuale anno di realizzazione dell’impianto, le modifiche successive, gli ampliamenti, i rifacimenti parziali e i lavori eseguiti da precedenti proprietari o imprese. È utile indicare se esistono dichiarazioni di conformità, dichiarazioni di rispondenza, progetti, schemi elettrici, libretti di manutenzione, rapporti di verifica, fatture, autorizzazioni, verbali di manutenzione o altra documentazione tecnica. Se tali documenti mancano, la perizia deve dichiararlo espressamente, senza dedurre automaticamente che l’impianto sia certamente non conforme soltanto per l’assenza documentale.
L’aspetto centrale consiste nell’identificare con precisione le norme e le disposizioni utilizzate come riferimento. In Italia il riferimento principale per gli impianti elettrici negli edifici è il decreto ministeriale 37/2008, insieme alle norme tecniche applicabili, in particolare la Norma CEI 64-8 per gli impianti utilizzatori in bassa tensione, nella versione vigente e, quando necessario, nella versione applicabile al momento della realizzazione o della modifica dell’impianto. Possono essere pertinenti anche altre norme CEI o UNI in relazione alla tipologia dei locali e degli impianti, nonché le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro quando l’impianto si trova in un ambiente lavorativo. Per i luoghi di lavoro possono assumere rilievo anche le verifiche previste dal DPR 462/2001, soprattutto per l’impianto di terra e i dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, quando ricorrono i presupposti. Le norme devono essere richiamate in modo coerente, indicando possibilmente l’edizione o il riferimento temporale, perché non è corretto applicare indistintamente requisiti entrati in vigore molti anni dopo la realizzazione dell’impianto senza spiegare il criterio adottato.
La relazione deve distinguere tra conformità normativa originaria, stato attuale e sicurezza effettiva. Un impianto deve essere valutato tenendo conto delle regole applicabili alla sua epoca, delle modifiche successivamente eseguite e degli eventuali obblighi di adeguamento oggi applicabili. L’espressione “impianto non a norma” è spesso generica e deve essere tradotta in contestazioni tecniche specifiche. Per esempio, la mancanza del conduttore di protezione, l’assenza o l’inadeguatezza dell’interruttore differenziale, la presenza di parti attive accessibili, l’utilizzo di conduttori deteriorati, la protezione insufficiente contro sovracorrenti o contatti indiretti, un impianto di terra inesistente o inefficiente, quadri privi di chiusura, giunzioni improvvisate, prese sovraccaricate o incompatibilità tra sezione dei cavi e dispositivi di protezione sono condizioni diverse e devono essere descritte singolarmente.
Per ogni anomalia la perizia dovrebbe indicare il punto esatto in cui è stata rilevata, il circuito o il componente interessato, la modalità di accertamento, la norma o il principio di sicurezza violato, la gravità del difetto e il rischio che ne deriva. La descrizione deve essere concreta. Non è sufficiente scrivere che “l’impianto è obsoleto” o che “non rispetta la normativa”; è necessario spiegare, ad esempio, che nel quadro manca una protezione differenziale adeguata, che una linea è protetta da un interruttore di portata superiore a quella compatibile con la sezione dei conduttori, che una presa presenta una protezione meccanica insufficiente, oppure che il conduttore di protezione non è collegato in continuità alle masse degli apparecchi. Quando è possibile, devono essere indicati anche diametro o sezione dei conduttori, caratteristiche degli interruttori, correnti nominali, potere d’interruzione, tipo e sensibilità dei differenziali, numero dei circuiti, presenza di circuiti dedicati e condizioni dei collegamenti.
Devono essere descritte la struttura e la distribuzione dell’impianto. La perizia dovrebbe riportare il punto di consegna dell’energia, il contatore, il montante, il quadro generale, gli eventuali quadri secondari, la suddivisione dei circuiti, le linee che alimentano illuminazione e prese, i circuiti dedicati per forno, piano cottura, lavatrice, lavastoviglie, climatizzazione, caldaia, pompe o altri utilizzatori rilevanti. Devono essere esaminati anche il sistema di posa dei cavi, la presenza di tubazioni o canalizzazioni, lo stato degli involucri, i gradi di protezione nei locali umidi o all’esterno, la corretta separazione tra circuiti di energia e circuiti di segnale, la presenza di scatole di derivazione e la qualità delle connessioni.
Particolare attenzione deve essere dedicata al quadro elettrico. La relazione dovrebbe indicare se il quadro è accessibile, adeguatamente chiuso, identificato e dimensionato, se i dispositivi sono correttamente coordinati con le linee, se sono presenti interruttori magnetotermici e differenziali, se il differenziale è sottoposto a prova, se i circuiti sono riconoscibili e se i collegamenti sono ordinati e protetti. Devono essere rilevate eventuali anomalie come morsetti allentati, conduttori sguainati oltre il necessario, ponticelli impropri, sovrapposizione di più conduttori sotto morsetti non idonei, assenza di spazio per la dissipazione del calore, componenti danneggiati, dispositivi privi di identificazione o protezioni non selettive e non coordinate.
L’impianto di terra deve essere trattato separatamente e con particolare accuratezza. La perizia dovrebbe indicare l’esistenza del dispersore, il tipo presumibile di dispersore, il collettore principale di terra, il conduttore di terra, i conduttori equipotenziali principali e supplementari, i collegamenti alle masse metalliche e le eventuali connessioni con tubazioni o strutture. Se sono eseguite misure, devono essere riportati il metodo utilizzato, la strumentazione, la data dell’ultima taratura o verifica dello strumento, le condizioni di prova e i risultati. La sola misura della resistenza di terra, peraltro, non dimostra da sola la conformità dell’impianto: occorre verificare anche la continuità dei conduttori di protezione, l’efficacia dei collegamenti equipotenziali, il coordinamento con le protezioni differenziali e l’assenza di interruzioni o collegamenti impropri.
Le verifiche strumentali devono essere chiaramente separate dalle semplici osservazioni visive. La perizia dovrebbe indicare quali prove sono state effettuate, con quale strumento e con quali risultati. Possono comprendere, in funzione dell’incarico, la continuità dei conduttori di protezione ed equipotenziali, la resistenza di isolamento, la verifica della polarità, la prova dei dispositivi differenziali, la misurazione dell’impedenza dell’anello di guasto, la misura della resistenza di terra, il controllo della sequenza delle fasi, la verifica della tensione di alimentazione e l’ispezione termografica dei quadri o dei collegamenti. Devono essere precisati i circuiti sottoposti a prova, eventuali circuiti esclusi, le condizioni di carico e le modalità operative. Le prove non devono essere dichiarate eseguite se non lo sono state.
È opportuno inserire elaborati grafici o almeno una rappresentazione schematica dell’impianto, anche semplificata, con l’indicazione dei quadri, dei circuiti principali, delle linee interessate dalle anomalie e dei punti di misura. Le fotografie costituiscono un elemento importante, soprattutto quando documentano quadri aperti, giunzioni, prese, conduttori, collegamenti di terra, segni di surriscaldamento, deterioramenti o situazioni di pericolo. Ogni fotografia dovrebbe essere accompagnata da una breve didascalia e, quando possibile, da un riferimento alla posizione indicata nella planimetria o nel testo.
La perizia deve valutare il livello di rischio. È necessario indicare se le anomalie comportano un rischio di folgorazione, contatto diretto o indiretto, incendio, surriscaldamento, danneggiamento degli apparecchi, perdita di continuità del servizio o malfunzionamento dei dispositivi di sicurezza. Nei casi più gravi il tecnico dovrebbe dichiarare se l’impianto può continuare a essere utilizzato, se può essere utilizzato soltanto con limitazioni o se deve essere disalimentato immediatamente fino all’eliminazione del pericolo. Questa valutazione deve essere motivata e non formulata in termini generici. Un impianto può essere formalmente carente sotto il profilo documentale ma non presentare, sulla base degli accertamenti svolti, un pericolo immediato; al contrario, una singola anomalia, come una parte attiva accessibile o un conduttore di protezione interrotto, può rendere urgente l’intervento anche se l’impianto appare complessivamente in buono stato.
La relazione deve poi indicare gli interventi necessari per eliminare le non conformità. Non è sufficiente prescrivere una generica “messa a norma”. Occorre distinguere gli interventi urgenti da quelli programmabili e specificare, per quanto possibile, se si tratta di riparazione, sostituzione, integrazione, rifacimento parziale o rifacimento completo. Dovrebbero essere indicate la necessità di installare o sostituire il quadro, aggiungere protezioni differenziali, separare i circuiti, rifare le linee, realizzare o ripristinare l’impianto di terra, sostituire prese e interruttori, adeguare le canalizzazioni, eliminare giunzioni non accessibili, installare collegamenti equipotenziali o predisporre protezioni contro sovratensioni, quando richiesto dalle caratteristiche dell’impianto e dell’edificio. Le soluzioni devono essere tecnicamente compatibili con la struttura, la destinazione d’uso e la potenza disponibile.
Quando possibile, la perizia può fornire una stima economica degli interventi, ma deve chiarire se si tratta di una valutazione sommaria o di un computo metrico estimativo. I costi dovrebbero essere separati almeno tra opere elettriche, opere murarie, eventuali opere accessorie, progettazione, verifiche finali, dichiarazione di conformità e oneri professionali. Se non è possibile stimare con attendibilità il costo perché molte parti dell’impianto sono incassate o non ispezionabili, la relazione deve evidenziare tale limite e indicare che l’importo potrà essere definito soltanto dopo saggi, demolizioni localizzate o apertura delle canalizzazioni.
Deve essere affrontato anche il profilo documentale previsto dal decreto ministeriale 37/2008. A seconda della situazione, può essere necessaria una dichiarazione di conformità rilasciata dall’impresa abilitata che esegue i lavori, mentre la dichiarazione di rispondenza può essere utilizzabile soltanto nei casi e alle condizioni previste dalla normativa. La perizia tecnica non sostituisce automaticamente né la dichiarazione di conformità né la dichiarazione di rispondenza. Il tecnico deve quindi spiegare chiaramente quale documento manca, quale documento è reperibile, quale soggetto può rilasciarlo e se, dopo gli interventi, sarà necessario un nuovo progetto, una verifica o una certificazione da parte di un’impresa abilitata. Il semplice giudizio di un tecnico non trasforma un impianto non conforme in un impianto certificato.
In conclusione, la perizia dovrebbe contenere una valutazione finale chiara, indicando se l’impianto risulta conforme, parzialmente conforme, non conforme o non completamente valutabile rispetto ai riferimenti dichiarati. La conclusione deve essere proporzionata alle verifiche eseguite e non deve estendersi a parti che non sono state controllate. È utile specificare che la valutazione si riferisce alle condizioni riscontrate alla data del sopralluogo e può non comprendere difetti occulti, modifiche successive, guasti intervenuti dopo l’ispezione o componenti non accessibili. Il documento deve essere datato, firmato dal tecnico, corredato dagli allegati richiamati nel testo e, quando necessario, accompagnato da timbro professionale, dichiarazione di imparzialità e indicazione della strumentazione utilizzata. Una perizia ben redatta non si limita dunque ad affermare che l’impianto “non è a norma”, ma dimostra quali requisiti risultano mancanti, come sono state svolte le verifiche, quali rischi derivano dalle carenze e quali interventi sono necessari per rendere l’impianto sicuro e documentabile.
Esempio perizia impianto elettrico non a norma
PERIZIA TECNICA SULL’IMPIANTO ELETTRICO NON CONFORME
Committente
Nome e cognome/Ragione sociale: [●]
Codice fiscale/P. IVA: [●]
Residenza/Sede legale: [●]
Recapiti: [●]
Immobile oggetto della perizia
Ubicazione: [●]
Comune: [●]
Provincia: [●]
Destinazione d’uso: [abitazione civile/ufficio/attività commerciale/altro]
Dati catastali: [foglio, particella, subalterno]
Locale o porzione interessata: [●]
Tecnico incaricato
Nome e cognome: [●]
Qualifica professionale: [ingegnere/perito industriale/altro]
Iscrizione all’Albo professionale: [Ordine/Collegio di ●, n. ●]
Studio professionale: [●]
Codice fiscale/P. IVA: [●]
Recapiti: [●]
Oggetto dell’incarico
Il sottoscritto [qualifica e nominativo], su incarico del/della [committente], ha eseguito un sopralluogo tecnico presso l’immobile sopra indicato al fine di verificare, mediante esame visivo, rilievi strumentali e acquisizione della documentazione disponibile, lo stato di conservazione, la sicurezza e la conformità dell’impianto elettrico esistente.
La presente perizia ha lo scopo di documentare le condizioni dell’impianto, individuare le principali non conformità tecniche e indicare gli interventi necessari per il ripristino delle condizioni di sicurezza e di conformità alla normativa applicabile.
Documentazione esaminata
È stata esaminata la seguente documentazione:
- dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico;
- dichiarazione di rispondenza;
- schemi elettrici;
- progetto dell’impianto;
- libretti e registri di manutenzione;
- verbali di verifica e prova;
- documentazione relativa all’impianto di messa a terra;
- documentazione relativa ai dispositivi di protezione;
- altra documentazione: [●].
La documentazione disponibile risulta:
[completa e coerente / parziale / non disponibile / non verificabile].
Modalità di sopralluogo
Il sopralluogo è stato eseguito in data [●], alla presenza di [●].
Le verifiche hanno riguardato, per quanto accessibile e visibile:
- quadri elettrici e relative apparecchiature;
- linee e circuiti terminali;
- prese, interruttori e punti di comando;
- dispositivi di protezione contro i contatti diretti e indiretti;
- impianto di messa a terra;
- collegamenti equipotenziali;
- stato di conservazione dei componenti;
- identificazione dei circuiti;
- presenza di conduttori e apparecchiature non protetti;
- prove strumentali eseguibili senza demolizioni o manomissioni.
Le verifiche sono state effettuate limitatamente alle parti accessibili al momento del sopralluogo. Non sono state eseguite opere di apertura di pareti, pavimenti, controsoffitti, canalizzazioni o apparecchiature non accessibili, salvo diversa indicazione.
Riferimenti normativi
La valutazione è stata effettuata con riferimento, per quanto applicabile, alla normativa vigente e alle regole tecniche pertinenti, tra cui:
- Legge 1 marzo 1968, n. 186;
- Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37;
- Norma CEI 64-8 e successive varianti e aggiornamenti;
- Norma CEI 64-14 per le verifiche degli impianti elettrici utilizzatori;
- Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, qualora applicabile;
- Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, per gli ambienti di lavoro soggetti agli obblighi previsti;
- ulteriori norme CEI, UNI e disposizioni applicabili in relazione alla destinazione d’uso dell’immobile.
La valutazione della conformità deve essere riferita alla regola tecnica applicabile in relazione all’epoca di realizzazione, trasformazione o manutenzione dell’impianto, nonché agli eventuali interventi successivi.
Descrizione dell’impianto
L’impianto elettrico risulta costituito, per quanto rilevato, dai seguenti elementi:
Punto di consegna e contatore: [●]
Sistema di distribuzione: [monofase/trifase]
Tensione nominale: [●]
Potenza impegnata: [●] kW
Quadro elettrico principale: [ubicazione e caratteristiche]
Quadri secondari: [ubicazione e caratteristiche]
Impianto di messa a terra: [presente/non rilevato/non verificabile]
Impianto di protezione contro le sovratensioni: [presente/assente/non verificabile]
Impianto parafulmine: [presente/assente/non applicabile/non verificabile]
Numero e tipologia dei circuiti: [●]
Tipologia di posa: [incassata/a vista/in canalina/altro]
Stato generale di conservazione: [buono/discreto/scadente/gravemente deteriorato].Risultanze del sopralluogo
Durante il sopralluogo sono state rilevate le seguenti condizioni:
Quadro elettrico
Il quadro elettrico principale risulta:
- privo di adeguata identificazione dei circuiti;
- sprovvisto di schema elettrico aggiornato;
- dotato di apparecchiature non chiaramente identificabili;
- caratterizzato dalla presenza di componenti obsoleti o deteriorati;
- privo di idonea protezione differenziale, ove necessaria;
- privo di adeguata protezione contro le sovracorrenti;
- caratterizzato da collegamenti interni non ordinati o non correttamente eseguiti;
- privo di barriere o involucri idonei contro il contatto diretto;
- interessato dalla presenza di conduttori non adeguatamente attestati o protetti.
Ulteriori rilievi: [●].
Condutture e circuiti
Le condutture elettriche presentano le seguenti caratteristiche o criticità:
- sezioni dei conduttori non verificabili o apparentemente non adeguate al carico;
- conduttori privi di corretta identificazione cromatica;
- isolamento deteriorato, danneggiato o non verificabile;
- giunzioni eseguite fuori da cassette o mediante dispositivi non idonei;
- canalizzazioni incomplete, danneggiate o non adeguatamente fissate;
- presenza di cavi volanti o non protetti meccanicamente;
- circuiti promiscui non correttamente separati;
- assenza di adeguato sezionamento per alcune utenze;
- cadute di tensione o anomalie di alimentazione rilevate durante le prove.
Ulteriori rilievi: [●].
Prese, interruttori e punti di utilizzo
Sono state rilevate:
- prese prive di alveoli protetti, ove richiesto;
- prese o interruttori danneggiati;
- frutti elettrici non adeguatamente fissati;
- scatole portafrutto prive di coperchio o incompletamente chiuse;
- prese prive del collegamento di protezione;
- sovraccarichi mediante adattatori, multiprese o prolunghe;
- punti di utilizzo installati in posizione non idonea rispetto alla presenza di acqua o umidità;
- apparecchiature prive di collegamento equipotenziale ove necessario.
Ulteriori rilievi: [●].
Impianto di messa a terra
L’impianto di messa a terra risulta:
[presente e apparentemente funzionante / presente ma non documentato / incompleto / non rilevato / non verificabile].
Sono state rilevate le seguenti criticità:
- assenza o mancata identificazione del dispersore;
- conduttore di terra non individuabile;
- conduttore di protezione di sezione non verificabile o apparentemente insufficiente;
- collegamenti equipotenziali principali assenti o non verificabili;
- collegamenti equipotenziali supplementari assenti nei locali ove necessari;
- continuità del conduttore di protezione non garantita;
- assenza della documentazione relativa alla misura della resistenza di terra;
- morsetti o connessioni deteriorati, ossidati o non adeguatamente protetti.
Ulteriori rilievi: [●].
Dispositivi differenziali
I dispositivi differenziali risultano:
[installati e verificabili / installati ma non adeguatamente coordinati / assenti / non verificabili].
Dalle verifiche eseguite risultano:
Corrente differenziale nominale: [●] mA
Tempo di intervento misurato: [●] ms
Corrente di intervento misurata: [●] mA
Esito della prova: [positivo/negativo/non eseguibile].Eventuali anomalie: [●].
Protezione contro sovratensioni e fulminazione
La presenza e l’adeguatezza dei dispositivi di protezione contro le sovratensioni risultano:
[verificate / non verificate / non presenti / non necessarie sulla base della valutazione disponibile].
Non risulta disponibile, ove necessario, una valutazione del rischio da fulminazione o delle sovratensioni di origine atmosferica.
Misure e prove effettuate
Sono state eseguite, nei limiti consentiti dalle condizioni dell’impianto, le seguenti verifiche:
Continuità dei conduttori di protezione: [esito e valori]
Continuità dei collegamenti equipotenziali: [esito e valori]
Resistenza di isolamento: [esito e valori]
Resistenza dell’impianto di terra: [esito e valore]
Prova dei dispositivi differenziali: [esito e valori]
Verifica della polarità: [esito]
Verifica della corretta identificazione dei circuiti: [esito]
Verifica del coordinamento tra protezioni e condutture: [esito]
Altre prove: [●].Le prove non eseguibili sono state impedite dalle seguenti condizioni:
[assenza di alimentazione / impossibilità di accesso / rischio per la sicurezza / mancanza di sezionamento / impianto non idoneo alla prova / altra causa].
Non conformità rilevate
Sulla base delle verifiche eseguite, l’impianto elettrico presenta le seguenti non conformità o condizioni di rischio:
- assenza o incompletezza della documentazione obbligatoria;
- impossibilità di dimostrare la conformità dell’impianto;
- assenza o inefficienza dell’impianto di messa a terra;
- assenza o inefficienza dei dispositivi differenziali;
- protezione insufficiente contro i contatti diretti e indiretti;
- condutture e componenti deteriorati o non idonei;
- protezioni contro sovracorrenti non adeguate;
- sezioni dei conduttori non coerenti con i carichi alimentati;
- collegamenti elettrici eseguiti in modo non conforme;
- quadri elettrici privi di adeguata protezione, identificazione o chiusura;
- presenza di cavi non adeguatamente protetti;
- assenza di collegamenti equipotenziali;
- promiscuità o uso improprio di circuiti;
- prese, interruttori e apparecchiature danneggiati;
- mancata verifica dei locali soggetti a particolari condizioni ambientali;
- mancata installazione di dispositivi di protezione contro le sovratensioni, ove necessari;
- mancata manutenzione o verifica periodica dell’impianto.
Ulteriori non conformità: [●].
Valutazione del rischio
Le condizioni rilevate possono determinare rischi di:
- elettrocuzione per contatto diretto o indiretto;
- incendio per sovraccarico, cortocircuito o cattivo stato delle connessioni;
- danneggiamento delle apparecchiature elettriche;
- mancato intervento dei dispositivi di protezione;
- folgorazione in presenza di guasti verso massa;
- surriscaldamento delle condutture;
- disservizio o interruzione dell’alimentazione;
- aggravamento del rischio in presenza di umidità, acqua o materiali combustibili.
In relazione alle condizioni rilevate, l’impianto viene giudicato:
[non conforme e utilizzabile esclusivamente dopo gli interventi urgenti indicati / non conforme e non idoneo all’esercizio / parzialmente utilizzabile limitatamente ai circuiti verificati / non valutabile integralmente per indisponibilità delle parti non accessibili].
Interventi urgenti
Prima di qualsiasi ulteriore utilizzo dell’impianto si ritiene necessario:
- disalimentare i circuiti o le utenze che presentano condizioni di pericolo immediato;
- eliminare cavi scoperti, danneggiati o privi di protezione;
- sostituire prese, interruttori, cassette e componenti deteriorati;
- ripristinare la continuità dei conduttori di protezione;
- installare o ripristinare i dispositivi differenziali necessari;
- mettere in sicurezza il quadro elettrico;
- eliminare collegamenti provvisori o realizzati con materiali non idonei;
- verificare l’assenza di cortocircuiti e dispersioni;
- adottare ogni ulteriore misura necessaria individuata dall’impresa installatrice.
Interventi di adeguamento
Per il completo adeguamento dell’impianto si rende necessario predisporre un progetto, ove previsto, e procedere almeno alle seguenti opere:
- rilievo completo dell’impianto esistente;
- definizione dei circuiti e dei relativi carichi;
- revisione o sostituzione del quadro elettrico;
- installazione di idonei dispositivi magnetotermici e differenziali;
- realizzazione o adeguamento dell’impianto di messa a terra;
- realizzazione dei collegamenti equipotenziali;
- sostituzione delle condutture e dei componenti non idonei;
- separazione e identificazione dei circuiti;
- installazione di involucri e barriere contro i contatti diretti;
- verifica del coordinamento tra condutture e dispositivi di protezione;
- installazione di dispositivi contro le sovratensioni, ove richiesto;
- adeguamento degli impianti nei locali con presenza di acqua, umidità o particolari condizioni ambientali;
- esecuzione delle verifiche iniziali previste dalle norme tecniche;
- predisposizione della documentazione tecnica finale.
Giudizio conclusivo
Alla data del sopralluogo, l’impianto elettrico dell’immobile sito in [●] risulta non conforme ai requisiti di sicurezza e alle disposizioni tecniche applicabili, per le motivazioni riportate nella presente perizia.
In particolare, non è stato possibile accertare [l’esistenza/l’efficienza/la corretta realizzazione] di [impianto di terra, protezioni differenziali, condutture, quadri e altri elementi].
L’impianto non può essere considerato regolarmente conforme sulla base degli elementi esaminati. Il suo utilizzo deve essere subordinato all’eliminazione delle condizioni di pericolo e alla realizzazione degli interventi di adeguamento indicati.
Al termine dei lavori dovranno essere eseguite le verifiche previste dalla normativa tecnica e dovrà essere rilasciata dall’impresa abilitata la documentazione prevista dal Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, inclusa la dichiarazione di conformità oppure, nei casi consentiti dalla normativa, la dichiarazione di rispondenza.
La presente perizia non costituisce dichiarazione di conformità, dichiarazione di rispondenza, certificazione di idoneità o autorizzazione all’esercizio dell’impianto.
Limitazioni dell’indagine
La presente valutazione è riferita alle condizioni riscontrate alla data del sopralluogo e alle parti dell’impianto accessibili e verificabili.
Non sono state valutate le porzioni occultate o non accessibili, né eventuali modifiche eseguite successivamente alla data dell’ispezione.
L’assenza di rilievi su una parte dell’impianto non costituisce attestazione della sua conformità o sicurezza, qualora tale parte non sia stata integralmente verificata.
Allegati
- documentazione fotografica;
- planimetria dell’immobile;
- schema unifilare esistente o ricostruito;
- risultati delle misure e delle prove;
- elenco dei componenti rilevati;
- copia della documentazione disponibile;
- eventuale computo metrico degli interventi;
- eventuali ulteriori elaborati tecnici.
Luogo e data
[Comune], [data]
Firma del tecnico
Il tecnico incaricato
[Nome e cognome]
Firma: __
Firma del committente per presa visione
[Nome e cognome/Ragione sociale]
Firma: __