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Esempio perizia per richiedere il declassamento di abitazione​

Richiedere il declassamento di un’abitazione richiede una valutazione tecnica accurata, supportata da una perizia che descriva in modo oggettivo le caratteristiche dell’immobile e la sua effettiva corrispondenza alla categoria catastale attribuita. La guida illustra gli elementi da considerare, la documentazione necessaria e i principali passaggi per predisporre una richiesta completa e adeguatamente motivata.

Indice

    • 0.1. Come scrivere perizia per richiedere il declassamento di abitazione​
    • 0.2. Esempio perizia per richiedere il declassamento di abitazione​
  • 1. PERIZIA TECNICA PER LA RICHIESTA DI DECLASSAMENTO CATASTALE DELL’UNITÀ IMMOBILIARE

Come scrivere perizia per richiedere il declassamento di abitazione​

Nel linguaggio comune, con “declassamento dell’abitazione” si intende generalmente la richiesta di attribuire all’immobile una categoria catastale o una classe inferiore rispetto a quella attuale, con conseguente possibile riduzione della rendita catastale. È importante precisare che il declassamento catastale non coincide con la modifica della destinazione urbanistica, con la perdita dell’agibilità o con la trasformazione dell’immobile in un’unità non abitabile. La perizia deve quindi chiarire sin dall’inizio che l’oggetto della richiesta riguarda esclusivamente il classamento catastale, salvo che si intendano perseguire anche modifiche edilizie o urbanistiche, che richiederebbero procedimenti distinti presso il Comune.

La perizia deve innanzitutto identificare con assoluta precisione il bene. Devono essere indicati il Comune catastale, la sezione urbana se esistente, il foglio, la particella, il subalterno, l’indirizzo, il piano, la scala, l’interno, la consistenza catastale, la superficie catastale, la categoria, la classe e la rendita attualmente attribuite. È opportuno riportare anche l’intestatario catastale, i dati dell’atto di provenienza e, se disponibili, gli estremi dell’ultimo aggiornamento catastale, della planimetria depositata e dell’eventuale dichiarazione DOCFA con cui è stato effettuato l’attuale classamento.

Il tecnico deve descrivere l’immobile sotto il profilo edilizio, distributivo, costruttivo e manutentivo. La descrizione non può limitarsi ad affermare genericamente che l’abitazione è “modesta” o “di cattiva qualità”, ma deve indicare in modo verificabile le sue effettive caratteristiche. Devono essere esaminati, tra gli altri aspetti, la superficie e la distribuzione interna, il numero e la dimensione dei vani, l’altezza interna, l’esposizione, l’illuminazione e l’aerazione, la presenza di balconi, terrazze, pertinenze, cantine, soffitte, autorimesse o aree scoperte, la qualità delle finiture, l’epoca e la tipologia costruttiva, lo stato degli impianti, le condizioni statiche e manutentive, l’accessibilità, la presenza o assenza di ascensore e il livello complessivo di dotazione dell’unità immobiliare.

Particolare rilievo deve essere attribuito alle caratteristiche ordinarie e permanenti dell’immobile, cioè a quelle che incidono effettivamente sul suo classamento. Il catasto non tiene conto, di regola, di condizioni meramente temporanee, di gusti personali del proprietario, delle spese sostenute per l’acquisto o della situazione economica individuale. Un’abitazione arredata in modo essenziale, temporaneamente inutilizzata o bisognosa di interventi di manutenzione ordinaria non viene automaticamente riclassata in una categoria inferiore. Occorre dimostrare che le caratteristiche oggettive e stabili del bene sono incompatibili con la categoria o la classe attualmente attribuita.

La perizia deve inoltre verificare se la categoria catastale vigente sia corretta. La categoria individua la tipologia dell’unità immobiliare, mentre la classe esprime il livello qualitativo e reddituale dell’immobile all’interno della categoria di appartenenza. Per esempio, non è sufficiente sostenere che un’abitazione produce una rendita elevata per chiedere il passaggio da una categoria a un’altra: occorre dimostrare che la sua tipologia, la dotazione, la destinazione funzionale e le caratteristiche costruttive non corrispondono ai presupposti della categoria attuale. Se la categoria è corretta ma la qualità reddituale risulta sovrastimata, la richiesta potrà riguardare soltanto una classe inferiore.

Il tecnico deve esporre con precisione la categoria e la classe che si ritiene corretto attribuire, motivando la proposta mediante il confronto con le caratteristiche previste dalla normativa catastale e con gli immobili ordinariamente presenti nella medesima zona censuaria. La proposta non dovrebbe essere formulata in termini meramente soggettivi, come “si richiede una categoria più bassa”, ma dovrebbe indicare, ad esempio, che l’unità possiede caratteristiche riconducibili a una determinata categoria e a una determinata classe, spiegando per quali ragioni quella classificazione risulta coerente rispetto a quella vigente.

Un elemento essenziale è il confronto con immobili similari. La perizia dovrebbe individuare, quando possibile, unità dello stesso Comune, della stessa zona censuaria o microzona, appartenenti allo stesso contesto edilizio e con caratteristiche comparabili per superficie, epoca costruttiva, posizione, stato manutentivo, dotazioni e qualità delle finiture. Per ciascun termine di confronto è utile riportare gli identificativi catastali, la categoria, la classe, la consistenza o superficie, la rendita e gli elementi che rendono il confronto attendibile. Il raffronto deve essere omogeneo: non è sufficiente comparare l’immobile con qualsiasi abitazione avente una rendita minore, perché possono variare sensibilmente ubicazione, tipologia edilizia, piano, esposizione, presenza di ascensore e dotazioni.

La relazione dovrebbe esaminare anche il contesto dell’edificio e della zona. Devono essere valutati l’ubicazione, la centralità o perifericità, l’accessibilità, la qualità urbanistica, la presenza di servizi, il livello del tessuto edilizio, la posizione rispetto a strade, infrastrutture, attività produttive o fonti di rumore, nonché eventuali fattori penalizzanti permanenti. Questi elementi devono essere collegati al classamento in modo tecnico e non soltanto descrittivo. Una situazione di degrado urbano, per esempio, può avere rilievo se è stabile, oggettivamente documentata e coerente con le caratteristiche della microzona, ma non determina automaticamente il declassamento.

La perizia deve controllare la corrispondenza tra stato di fatto, titoli edilizi e documentazione catastale. È necessario verificare se la planimetria catastale rappresenti realmente la distribuzione interna, se siano presenti ampliamenti, modifiche, fusioni, frazionamenti, cambi di destinazione, pertinenze non dichiarate o difformità. Se il problema deriva da un errore materiale nella planimetria o da una variazione dell’immobile non ancora dichiarata, potrebbe essere necessario presentare una pratica catastale di aggiornamento, normalmente mediante procedura DOCFA, anziché una semplice istanza di declassamento. La perizia deve quindi spiegare se si tratta di una richiesta di rettifica del classamento esistente, di una variazione catastale conseguente a lavori o modifiche, oppure di un’istanza fondata su una presunta rendita non coerente con le caratteristiche effettive.

Devono essere indicati i riferimenti normativi e tecnici utilizzati. La relazione può richiamare le disposizioni sul catasto edilizio urbano, le regole sul classamento e sulla determinazione della rendita, le tariffe d’estimo applicabili, gli atti dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale Territorio e le eventuali prassi o circolari pertinenti. Il richiamo normativo deve essere concreto e collegato alle circostanze del caso: non è utile inserire numerosi riferimenti in modo astratto se poi non viene spiegato perché la situazione dell’immobile ne giustifichi l’applicazione.

La documentazione fotografica costituisce un supporto importante. Le fotografie devono essere recenti, datate e riferite ai diversi ambienti e agli elementi che incidono sul classamento, come prospetti, accessi, vano scala, ascensore, finiture, impianti, stato manutentivo, pertinenze, affacci e condizioni del fabbricato. Ogni immagine dovrebbe essere accompagnata da una breve didascalia e, quando necessario, da un’indicazione planimetrica del punto di ripresa. Le fotografie da sole non dimostrano il diritto al declassamento, ma rafforzano le valutazioni tecniche contenute nella relazione.

È opportuno allegare la visura catastale storica e attuale, la planimetria catastale, l’elaborato planimetrico se disponibile, gli estratti di mappa, i titoli edilizi, eventuali certificati di agibilità o documenti relativi all’uso dell’immobile, gli atti di provenienza, le autorizzazioni per interventi edilizi e ogni documento utile a dimostrare l’epoca, la consistenza e le caratteristiche del bene. Nel caso in cui vengano dedotti problemi strutturali, infiltrazioni, limitazioni d’uso o condizioni di degrado, è utile produrre anche documentazione tecnica specifica, come relazioni di ingegneri o architetti, verbali condominiali, ordinanze, certificazioni, preventivi e fatture, purché tali elementi siano pertinenti e riferiti a condizioni effettive e non meramente ipotetiche.

La relazione deve contenere un sopralluogo effettivo, la data dell’ispezione e l’indicazione del tecnico incaricato, con qualifica professionale, numero di iscrizione all’albo, firma e, se richiesto, timbro. Il professionista deve dichiarare di avere esaminato la documentazione disponibile e di avere verificato lo stato dei luoghi. È consigliabile indicare eventuali limitazioni dell’indagine, ad esempio l’impossibilità di accedere a determinati locali o l’assenza di documenti, così da rendere trasparente il grado di attendibilità delle conclusioni.

La parte conclusiva deve formulare una motivazione chiara. Il tecnico deve riassumere le caratteristiche che rendono il classamento attuale non congruo, indicare la classificazione ritenuta corretta e spiegare il rapporto tra dati rilevati, immobili comparabili e disciplina catastale. La conclusione dovrebbe inoltre precisare se la richiesta riguarda la rettifica della categoria, la riduzione della classe, la revisione della rendita o la presentazione di una denuncia di variazione. È importante evitare conclusioni fondate esclusivamente sulla diminuzione del valore commerciale dell’immobile, perché valore di mercato e rendita catastale sono grandezze diverse e non sempre diminuiscono nella stessa proporzione.

La perizia, da sola, non produce il declassamento. A seconda della situazione, potrà essere necessario presentare all’Agenzia delle Entrate una richiesta di revisione o rettifica del classamento, un’istanza in autotutela, una denuncia di variazione catastale tramite DOCFA oppure un’azione specifica contro un provvedimento notificato dall’Amministrazione. La procedura corretta dipende dal motivo della richiesta e dal fatto che l’attuale classamento derivi da un errore dell’Ufficio, da una variazione dell’immobile, da un precedente aggiornamento del proprietario o da una revisione generale delle rendite. Per questa ragione la perizia dovrebbe concludersi indicando anche il procedimento amministrativo ritenuto applicabile e la documentazione da depositare.

Infine, bisogna distinguere il declassamento catastale da eventuali interventi edilizi necessari per rendere l’abitazione non residenziale, inagibile o priva dei requisiti abitativi. La riduzione della categoria o della classe catastale non sana abusi edilizi, non modifica automaticamente la destinazione urbanistica e non elimina gli obblighi relativi alla sicurezza, all’igiene, all’agibilità o agli impianti. Una perizia realmente efficace deve pertanto dichiarare con chiarezza l’ambito della richiesta e dimostrare, attraverso dati catastali, rilievi, documenti, fotografie e confronti omogenei, che la classificazione richiesta corrisponde alle caratteristiche oggettive e permanenti dell’immobile.

Esempio perizia per richiedere il declassamento di abitazione​

PERIZIA TECNICA PER LA RICHIESTA DI DECLASSAMENTO CATASTALE DELL’UNITÀ IMMOBILIARE

Committente

Il/La sottoscritto/a [nome e cognome], nato/a a [luogo] il [data], codice fiscale [codice fiscale], residente in [indirizzo], in qualità di [proprietario/titolare di altro diritto reale] dell’unità immobiliare sita nel Comune di [Comune], conferisce incarico al/alla [titolo, nome e cognome del tecnico], iscritto/a all’[Ordine/Collegio professionale] della Provincia di [Provincia] al n. [numero], con studio in [indirizzo], per la redazione della presente perizia tecnica.

Oggetto dell’incarico

La presente perizia è redatta al fine di documentare le caratteristiche, lo stato manutentivo, le condizioni di utilizzo e il livello qualitativo dell’unità immobiliare sita in [Comune], [indirizzo completo], identificata catastalmente al [foglio], particella [numero], subalterno [numero], attualmente censita nella categoria catastale [categoria attuale], classe [classe], consistenza [consistenza], rendita catastale pari a euro [importo].

La perizia è finalizzata alla richiesta di declassamento catastale dell’unità immobiliare dalla categoria [categoria attuale], classe [classe attuale], alla categoria [categoria richiesta], classe [classe richiesta], o ad altra diversa classificazione che l’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale Territorio riterrà congrua sulla base degli elementi tecnici rappresentati.

Documentazione esaminata

Ai fini della redazione della presente perizia sono stati esaminati i seguenti documenti:

  • atto di provenienza dell’immobile;
  • visura catastale storica e attuale;
  • planimetria catastale;
  • estratto di mappa catastale;
  • titoli edilizi e autorizzazioni disponibili;
  • eventuali certificazioni relative agli impianti;
  • documentazione fotografica;
  • eventuale documentazione relativa a interventi di manutenzione, ristrutturazione o degrado dell’immobile;
  • ogni ulteriore documento messo a disposizione dal committente.

    Sopralluogo

    Il sopralluogo presso l’unità immobiliare è stato effettuato in data [data].

    Durante il sopralluogo sono stati verificati la consistenza reale dell’immobile, la distribuzione interna, il livello delle finiture, lo stato di conservazione, la dotazione impiantistica, le condizioni igienico-sanitarie, l’accessibilità, l’esposizione, la funzionalità degli ambienti e ogni altro elemento rilevante ai fini della classificazione catastale.

    Identificazione dell’unità immobiliare

    L’immobile oggetto della presente perizia è ubicato in [zona/località], nel Comune di [Comune], ed è costituito da [descrizione sintetica: appartamento, abitazione indipendente, porzione di fabbricato].

    L’unità immobiliare presenta una superficie catastale complessiva pari a circa [superficie] metri quadrati, di cui circa [superficie] metri quadrati destinati a [abitazione/accessori/pertinenze].

    La consistenza reale rilevata in sede di sopralluogo risulta [conforme/non conforme] rispetto alla documentazione catastale disponibile per i seguenti motivi: [descrivere eventuali difformità, riduzioni, ambienti non più utilizzabili, porzioni accessorie, modifiche distributive o altre circostanze].

    Descrizione dello stato dei luoghi

    L’unità immobiliare risulta composta da [descrivere gli ambienti presenti].

    Lo stato manutentivo generale è caratterizzato da [buono/mediocre/scadente/pessimo] livello di conservazione. In particolare, si rilevano le seguenti condizioni:

    Strutture e involucro edilizio

    Sono presenti [infiltrazioni, umidità, lesioni, degrado degli intonaci, ammaloramento delle murature, cedimenti, problemi di copertura, degrado dei serramenti o altre problematiche].

    Tali condizioni incidono su [abitabilità, funzionalità, salubrità, sicurezza, comfort e utilizzabilità] degli ambienti.

    Finiture interne ed esterne

    Le finiture dell’unità immobiliare risultano [obsolete/incomplete/degradate/danneggiate]. In particolare, si riscontrano [specificare pavimenti, rivestimenti, intonaci, tinteggiature, porte interne, serramenti, oscuranti e altri elementi].

    Il livello qualitativo complessivo delle finiture risulta inferiore rispetto a quello normalmente riscontrabile negli immobili classificati nella categoria catastale attuale.

    Impianti tecnologici

    Gli impianti presenti sono costituiti da [impianto elettrico, impianto idrico-sanitario, impianto di riscaldamento, impianto del gas, impianto di climatizzazione e altri impianti].

    Gli stessi risultano [funzionanti/non funzionanti/parzialmente funzionanti/obsoleti/privi di certificazione]. In particolare, [descrivere le criticità riscontrate].

    L’unità immobiliare risulta [dotata/non dotata] di impianto di riscaldamento. Qualora presente, l’impianto è costituito da [descrizione] e presenta [stato di conservazione e funzionamento].

    Condizioni igienico-sanitarie e di abitabilità

    Sotto il profilo igienico-sanitario, l’immobile presenta [descrivere eventuali carenze di aerazione, illuminazione, umidità, muffe, infiltrazioni, servizi igienici insufficienti o altre problematiche].

    Gli ambienti risultano [pienamente/parzialmente/non pienamente] rispondenti ai requisiti ordinariamente richiesti per un’abitazione della categoria catastale attuale, in ragione di [motivazioni].

    Accessibilità e funzionalità

    L’accesso all’unità immobiliare avviene tramite [descrizione dell’accesso].

    Sono state rilevate le seguenti limitazioni funzionali: [assenza di ascensore, scale ripide, accesso difficoltoso, spazi ridotti, distribuzione interna irrazionale, locali non comunicanti, mancanza di pertinenze o altre circostanze].

    Tali caratteristiche riducono il livello di fruibilità e di appetibilità dell’immobile rispetto agli standard ordinari della categoria catastale attualmente attribuita.

    Caratteristiche dell’edificio e del contesto

    Il fabbricato nel quale è inserita l’unità immobiliare è stato realizzato presumibilmente nell’anno [anno] ed è costituito da [descrizione sintetica].

    L’edificio presenta condizioni generali di conservazione [buone/mediocri/scadenti] e risulta ubicato in un contesto caratterizzato da [descrivere posizione, accessibilità, servizi, esposizione, rumorosità, degrado urbano, distanza dai servizi e altre caratteristiche].

    L’ubicazione e le caratteristiche del contesto incidono negativamente sul valore e sul livello qualitativo complessivo dell’unità immobiliare per le seguenti ragioni: [descrivere].

    Valutazione delle caratteristiche catastali

    La categoria catastale attualmente attribuita, pari a [categoria], classe [classe], non appare coerente con le effettive caratteristiche dell’unità immobiliare, considerato il complesso dei seguenti elementi:

    [stato manutentivo e conservativo dell’immobile]

    [qualità e vetustà delle finiture]

    [dotazione e funzionalità degli impianti]

    [condizioni igienico-sanitarie]

    [accessibilità e funzionalità degli ambienti]

    [caratteristiche dell’edificio e del contesto]

    [eventuali modifiche intervenute successivamente all’originario accatastamento]

    [eventuale riduzione della consistenza o della superficie utile]

    [eventuale perdita dei requisiti qualitativi propri della categoria catastale attuale]

    Alla luce delle verifiche eseguite, l’immobile presenta caratteristiche qualitative, distributive e manutentive maggiormente riconducibili alla categoria catastale [categoria richiesta], classe [classe richiesta], ovvero alla diversa categoria e classe che sarà ritenuta congrua dall’Ufficio competente.

    Confronto con immobili della zona

    Dall’analisi degli immobili aventi caratteristiche similari presenti nella medesima zona, è emerso che l’unità oggetto della presente perizia si distingue per [inferiore qualità costruttiva, maggiore vetustà, stato manutentivo più deteriorato, minore dotazione impiantistica, minore funzionalità, peggiore accessibilità o ulteriori elementi].

    Il confronto con immobili appartenenti alla categoria catastale attualmente attribuita evidenzia una significativa differenza sotto il profilo [qualitativo, funzionale, manutentivo, distributivo e impiantistico].

    Motivazioni della richiesta di declassamento

    La richiesta di declassamento catastale è motivata dalle effettive condizioni dell’immobile, che risultano caratterizzate da [riassumere le principali motivazioni].

    In particolare, l’unità immobiliare non presenta un livello qualitativo e funzionale adeguato alla categoria catastale attuale in quanto [descrivere in forma discorsiva le ragioni principali].

    La classificazione proposta nella categoria [categoria richiesta], classe [classe richiesta], risulta maggiormente coerente con la reale consistenza, le condizioni di conservazione, la qualità delle finiture, la dotazione degli impianti, l’accessibilità, la funzionalità e l’ubicazione dell’immobile.

    Conclusioni

    Sulla base della documentazione esaminata, del sopralluogo effettuato, delle caratteristiche rilevate e delle valutazioni tecniche espresse nella presente perizia, il/la sottoscritto/a [nome e cognome del tecnico] ritiene che l’unità immobiliare sita in [Comune, indirizzo], identificata catastalmente al [foglio], particella [numero], subalterno [numero], non risulti adeguatamente rappresentata dall’attuale classificazione catastale [categoria e classe attuali].

    Si ritiene pertanto tecnicamente giustificata la richiesta di declassamento catastale alla categoria [categoria richiesta], classe [classe richiesta], o alla diversa categoria e classe che l’Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale Territorio riterrà congrua in relazione alle caratteristiche effettivamente riscontrate.

    La presente perizia viene redatta sulla base dello stato dei luoghi rilevato alla data del sopralluogo e della documentazione resa disponibile dal committente.

    Luogo e data

    [Comune], [data]

    Il tecnico incaricato

    [Nome e cognome]

    [Titolo professionale]

    [Ordine o Collegio professionale]

    [Numero di iscrizione]

    [Timbro e firma]

    Allegati

  • visura catastale attuale;
  • visura catastale storica;
  • planimetria catastale;
  • estratto di mappa;
  • documentazione fotografica;
  • elaborati grafici dello stato rilevato;
  • copia dei titoli edilizi disponibili;
  • copia dell’atto di provenienza;
  • eventuale documentazione relativa allo stato manutentivo e agli interventi eseguiti;
  • documento di identità del committente;
  • eventuale ulteriore documentazione tecnica pertinente.

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